I prossimi due anni che verranno

31/12/2017

E anche nel 2018 vi saranno due anni.
Uno della stampa e del potere, dove si è usciti dalla crisi, l’austerity funziona, la concorrenza aguzza gli ingegni, le startup ti fanno diventare ricco, il web risponde a tutti i dubbi, la libertà è bella e non importa se costa e tutto sommato un po’ di schiavitù è intrigante se il tuo padrone ha successo ed è cool e i guai stanno tutti in quei brutti posti diversi dall’america e dal suo impero.
Uno reale, quello di chi è sfruttato, soffre, è libero solo se il suo conto in banca è positivo e continua a mantenere col suo lavoro inutili parassiti.
L’augurio di boraest è a questi ultimi, perchè possano, come cento anni fa, liberarsi dei primi.

Quanta influenza ho? Quanta ne avevo 100 anni fa?

Enzo Pellegrin
12/11/2017

Non è una dissertazione sulla carica virale.

Vorrei parlare invece di spettacolo, di uno degli intrattenimenti più in uso nelle cosiddette democrazie liberali, il quale soffre nelle ultime stagioni di grossi problemi al botteghino. Questi problemi si chiamano tasso di astensione. Nelle elezioni siciliane il 53,24% degli elettori non è andato a votare, più di un elettore su due, se si vuole cedere ai buffi modi di dire delle statistiche.

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Il sistema dello stato borghese, con la sua “democrazia elettoralistica” basata sulla delega, alla fine si dimostra semplicemente un mercato:  un’asta di favori.
Inutile lamentarsene: le elezioni delle nostre “democrazie” non sono un metodo che conferisce patenti morali, brevetti rivoluzionari, leader assennati e capaci o potere di influenza alla massa degli elettori.
Anzi, è l’ambiente ideale per figure quantomeno discutibili, come dimostra il curriculum penale di certi “eletti” di turno della Trinacria, uno dei quali arrestato poche ore dopo lo spoglio delle urne.
Oppure è un campo di azione per le forze eterodirette, in cui il tuo contributo politico non conta assolutamente nulla.

In queste condizioni, sarebbe molto più “democratico” un sorteggio, per giungere all’amministrazione di organismi sempre revocabili, sempre controllabili, anche se ingovernabili.
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“Cancellate l’URSS dalle mappe”!

“Cancellare l’Unione Sovietica dalle mappe”

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204 bombe atomiche contro le 66 principali città – L’attacco nucleare degli USA contro l’URSS pianificato durante la seconda guerra mondiale – Quando America e Unione Sovietica erano alleate.

Prof Michel Chossudovsky,Global Research, 10 dicembre, 2017

Prima pubblicazione 4 novembre 2017, revisioni al testo inglese 10 dicembre 2017. Traduzione di Enzo Pellegrin per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Secondo un documento segreto datato 15 settembre 1945, “il Pentagono aveva previsto di far saltare l’Unione Sovietica con un attacco nucleare coordinato diretto contro le principali aree urbane. Tutte le maggiori città dell’URSS erano incluse nella lista dei 66 bersagli “strategici”. La tavola sottostante classifica ogni città in termini di area in miglia quadrate e il corrispondente numero di bombe atomiche necessarie ad annichilire ed uccidere gli abitanti di selezionate aree urbane. (www.businessinsider.com/the-pentagon-estimated-204-atomic-bombs-could-destroy-the-soviets-2014-10)

Sei bombe atomiche dovevano essere utilizzate per distruggere ognuna delle più grosse città, incluse Mosca, Leningrado, Tashkent, Kiev, Kharkov, Odessa.

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I nemici dell’America: chi c’è sulla lista?

Prof. James Petras
Global Research, 24.11.2017

Traduzione di Enzo Pellegrin per Resistenze.org

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Per circa due decenni gli USA hanno tenuto una lista di nazioni nemiche da affrontare, attaccare, indebolire e rovesciare.
Lo sforzo imperialista di rovesciare i paesi nemici è stata operativa a diversi livelli di intensità, in dipendenza da due considerazioni: il livello di priorità e il grado di vulnerabilità per un’operazione di “cambio di regime”.
I criteri per qualificare un “paese nemico” e la sua posizione nella lista degli obiettivi prioritari nell’impegno degli USA per un maggior dominio globale, così come la sua vulnerabilità ad una vittoriosa operazione di cambio di regime saranno l’argomento di questo saggio. Continua a leggere “I nemici dell’America: chi c’è sulla lista?”

La Rivoluzione d’Ottobre e la sopravvivenza del capitalismo (3/4)

Prabhat Patnaik | Monthly Review, Vol. 69, n. 3
Traduzione di Enzo Pellegrin per Resistenze.org  –  Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Luglio-agosto 2017

Prima Parte – Seconda Parte

Terza Parte

Il regime della globalizzazione

Le rivalità interimperialiste divengono attenuate nel regime della globalizzazione per un’ulteriore importante ragione, non solo per causa della soverchiante forza di una potenza imperialista, come è stato nel caso della congiuntura del dopoguerra, ma anche perché lo stesso capitale finanziario è divenuto globalizzato e pertanto si oppone ad ogni partizione del mondo in sfere di influenza di particolari potenze che possano ostacolare la sua mobilità globale.

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Mentre questo fatto dell’attenuazione delle rivalità interimperialiste è stato notato da molti, questo è stato interpretato come indice della vendetta della posizione di Karl Kautsky, che aveva visualizzato la possibilità di un “ultra imperialismo”, contro Lenin che aveva enfatizzato l’esistenza di uno stato perenne di rivalità interimperialiste. Ciò è comunque errato. Entrambi, Lenin e Kautsky, avevano in mente e davanti agli occhi un contesto di capitali finanziari nazionali, dove il capitale finanziario che occupava il centro della scena aveva base nazionale ed era aiutato dalla sua nazione. Non è questo il caso di oggi, dove il capitale è esso stesso internazionale, un’entità totalmente differente dal capitale finanziario di cui parlavano Lenin e Kautsky. L’attenuazione delle rivalità interimperialiste nell’era della globalizzazione non è causa di un “congiunto sfruttamento del mondo da parte di un capitale finanziario internazionalmente unito“, come aveva suggerito Kautsky,  ma per l’emergere di un capitale finanziario internazionale. CONTINUA A LEGGERE SU RESISTENZE.ORG

 

L’America aveva previsto dall’inizio una guerra nucleare contro Cina e Nord Corea nel 1950

Michel Chossudovsky | globalresearch.com 16/10/2017

Traduzione di Enzo Pellegrin per Resistenze.org, Centro di Cultura e Documentazione Popolare

www.resistenze.org – cultura e memoria resistenti – storia – 21-10-17 – n. 648

Nel 1950, le forze di volontari cinesi inviate dalla Repubblica Popolare Cinese furono fermamente a fianco del Nord Corea contro l’aggressione USA.

L’atto di solidarietà della Cina con la repubblica Democratica Popolare di Corea (DPRK) fu compiuto appena pochi mesi dopo la fondazione della Repubblica Popolare Cinese (PRC) il 1 ottobre 1949.

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Truman aveva previsto l’uso di armi nucleari contro Cina e Nord Corea, nello specifico come mezzo per annullare l’Armata Volontaria Popolare Cinese che era stata inviata per combattere a fianco delle forze nordcoreane. [Chinese Volunteer People’s Army].

E’ importante evidenziare che l’azione militare USA diretta contro la Corea del Nord era parte della più ampia agenda militare della Guerra Fredda contro la PRC e l’URSS, obiettivo della quale agenza era fondamentalmente danneggiare e distruggere il socialismo. Già nel 1945, “il Pentagono aveva immaginato che ci sarebbero volute poche centinaia di bombe atomiche per sopraffare la Russia”.

Continua a leggere “L’America aveva previsto dall’inizio una guerra nucleare contro Cina e Nord Corea nel 1950”

Torino: Il problema non è il bilancio, ma servizi sociali e posti di lavoro

www.resistenze.org – osservatorio – italia – politica e società – 19-10-17 – n. 648

Enzo Pellegrin

19/10/2017

Il teatrino delle forze politiche cittadine si concentra in questi giorni sull’iscrizione del sindaco Appendino nel registro degli indagati, per falso ideologico nel bilancio comunale.
Ad Appendino e al factotum Giordana viene contestato di aver mentito su un debito di 5 milioni di Euro che il Comune doveva restituire alla REAM (immobiliare legata alle fondazioni bancarie), una volta che aveva deciso di condividere la decisione della Giunta Fassino di affidare lo sfruttamento dell’Area ex Westinghouse alla cordata Amteco Majora (leggi Esselunga).
Dallo sfruttamento commerciale dell’area, la giunta riceverà 19,5 milioni di Euro da Amteco Majora, ma così decidendo avrebbe dovuto restituire a REAM i 5 milioni che aveva pagato al Comune per il suo diritto di prelazione, Soldi che l’amministratore di Ream gli aveva puntualmente richiesto indietro con lettera del 6 dicembre 2016.
Giordana, con il concorso della sindaca avrebbe chiesto al funzionario comunale che istruisce il bilancio di citare solo le entrate dell’operazione ex Westinghouse, ma non le uscite (5 milioni). Giordana sperava in una dilazione da parte di REAM che poi in effetti è avvenuta.
Cosmesi di bilancio: si voleva far vedere di avere a disposizione 19 milioni anzichè 19 milioni meno cinque di perdita?

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Sono forse questi cavilli legali il problema delle classi popolari della città?
Certo, quando erano all’opposizione, i sodali della Appendino hanno sempre levato gli strali contro simili operazioni cosmetiche, gridando alla “mancanza di onestà” o di trasparenza.
Legittimità o meno di questi trucchi da ragioniere, il problema vero resta invece la clamorosa retromarcia sul destino dell’area ex Westinghouse.
Anche lì, quand’erano sui banchi all’opposizione, Appendino e soci gridavano al consumo del verde e del territorio, organizzavano manifestazioni e comitati per denunciare la giunta Fassino, la quale – per fare cassa – consumava territorio nell’ennesima area commerciale.
Appena in carica, la giunta Appendino ha fatto le stesse ed identiche cose del suo predecessore, per fare cassa, rimangiandosi completamente le promesse elettorali al “Comitato ex Westinghouse” dei cittadini di san Paolo. CONTINUA A LEGGERE

La Rivoluzione d’Ottobre e la sopravvivenza del capitalismo (2/4)

Prabhat Patnaik

Monthly Review, Vol. 69, n. 3, luglio -agosto 2017
Traduzione di Enzo Pellegrin per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

PARTE SECONDA

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Imperialismo

Il secondo passo importante per capire l’analisi della congiuntura venne con la teoria di Lenin dell’imperialismo, sviluppata nel contesto della Prima Guerra Mondiale. Continua a leggere “La Rivoluzione d’Ottobre e la sopravvivenza del capitalismo (2/4)”

La Rivoluzione d’Ottobre e la sopravvivenza del capitalismo (1/4)

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Prabhat Patnaik | Monthly Review, Vol. 69, n. 3
Traduzione di Enzo Pellegrin per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Luglio-agosto 2017

Prima parte

La Rivoluzione d’Ottobre è stata la prima rivoluzione nella storia dell’umanità che sia stata teoricamente concepita ed eseguita secondo un piano. Mentre la rivoluzione di febbraio, come le precedenti rivoluzioni borghesi in Inghilterra e Francia, è scoppiata spontaneamente, questo non è vero per l’Ottobre. Continua a leggere “La Rivoluzione d’Ottobre e la sopravvivenza del capitalismo (1/4)”

Kosovo Methoija, Ieri e oggi 1389-2017

Enrico Vigna (*), Centro di iniziativa per la Verità e la Giustizia, 28 giugno 2017

Dalla battaglia di Kosovo Polje, seicentoventotto anni di resistenza del popolo serbo “Nel mezzo della piana, la più ampia ampiezza.Nel mezzo del mare, il fondo più profondo.Nel mezzo del cielo, l’altezza più alta.Nel Kosovo, il campo di battaglia più alto”                 ( Poema epico serbo)

Continua a leggere “Kosovo Methoija, Ieri e oggi 1389-2017”

Ancora sulla Dinamo Dora Rugby

Boraest riceve e pubblica

di Federico Milano

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Il prossimo 2-3 giugno si svolgerà presso il motovelodromo Fausto Coppi la 3^ edizione della Festa del Rugby Popolare organizzata dalla Dynamo Dora Rugby. Parteciparvi sarà, credo, un’occasione importante per comprendere quale sia il significato di sport popolare in una società dedita al consumo e al mercato da cui lo sport non è affatto immune. Significa pratica di inclusione, senza barriere di accesso economiche o di razza; significa riappropriazione di spazi collettivi a discapito di speculazioni edilizie; significa condivisione dello sport come diritto universale di fare esercizio fisico come momento ricreativo, di ricerca del benessere, di tutela della salute, ma anche come pratica agonistica; significa sano confronto sportivo dove la cultura sportiva fatta di solidarietà sia valorizzata a scapito della mercificazione della medesima, dell’individualismo, dell’egoismo. Continua a leggere “Ancora sulla Dinamo Dora Rugby”

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