Libia: il Regno Unito ammette le responsabilità del suo governo.

http://www.resistenze.org – popoli resistenti – libia – 20-09-16 – n. 602

Libia: un rapporto travolgente… ma troppo tardi

Christine Abdelkrim-Delanne | afrique-asie.fr
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

15/09/2016

Il recente rapporto della Commissione Affari Esteri del Parlamento britannico sull’intervento militare in Libia nel 2011 accusa in modo chiaro l’ex Primo Ministro David Cameron.

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“Premesse errate”, “Intervento mal concepito”… Si sono quindi dovuti attendere più di cinque anni perché la Gran Bretagna riconoscesse il proprio “errore”. Il Governo, si può leggere nel rapporto, “non ha potuto verificare la reale minaccia che il regime di Gheddafi avrebbe fatto pesare sui civili; sono stati presi troppo alla lettera ed estrapolati in maniera selettiva alcuni elementi della retorica di Mohuammar Gheddafi e non si è riusciti ad identificare le fazioni islamiste radicali all’interno della ribellione”. Continua a leggere

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Perché il socialismo è di molto superiore al capitalismo

Le conquiste della costruzione del Socialismo nell’Unione Sovietica

Nikos Mottas * | communismgr.blogspot.it

http://www.resistenze.org  – 20-09-16 – n. 602
Traduzione di Enzo Pellegrin per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare.

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Durante gli ultimi 25 anni, dopo la vittoria delle forze controrivoluzionarie nell’Unione Sovietica e nell’Est Europa, la discussione politica pubblica è stata dominata dal concetto della “fine della storia, fine delle ideologie”. Questo è certamente un concetto molto conveniente per la classe dominante, la borghesia, nel suo sforzo di convincere il mondo che 1) il socialismo è irreversibilmente fallito, 2) il capitalismo è il vincitore finale nella successione delle trasformazioni socio-economiche della storia, 3) ogni argomentazione a favore di una società non capitalista, dove i mezzi di produzione siano socializzati in una economia centralmente pianificata, è “irrealistica” oppure una “fantasia utopistica”.

L’anticomunismo, naturalmente, è stata una parte essenziale del suddetto principio borghese. Per più di due decenni, le forze borghesi ed i loro meccanismi di potere (storiografia, mezzi di comunicazione di massa, ecc.) hanno scatenato in tutto il mondo una crociata anticomunista, principalmente demonizzando e diffamando l’Unione Sovietica e in generale la costruzione del socialismo nel XX secolo. Continua a leggere…

Nikos Mottas è capo redattore di In difesa del Comunismo, dottorando di Scienze Politiche, relazioni Internazionali e Storia della Politica.

Nel paese degli sfruttatori l’omicidio padronale è un diritto

Enzo Pellegrin

http://www.resistenze.org – osservatorio – italia – politica e società – 17-09-16 – n. 602
17/09/2016

“Nel paese della bugia, la verità è una malattia”

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Questa bella frase di Gianni Rodari dovrebbe essere ricordata a coloro che si stupiscono e si indignano per la veloce decisione della Procura di Piacenza di qualificare l’uccisione di Abd Elsalam Ahmed Eldanf, operaio della GLS logistica e sindacalista, come “omicidio stradale”.

Si potrebbe chiosare: “Nel paese degli sfruttatori l’omicidio padronale è un diritto” continua a leggere…

La via della guerra pericolo enorme: il caso Milosevic e la sua attualità

Jorge Cadima

odiario.info, 8.9.2016
Traduzione di Enzo Pellegrin a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare per resistenze.org

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Secondo l’usuale copione, il presidente (rieletto più volte) Milosevic è stato personalmente demonizzato e calunniato come prodromo alla distruzione del suo Paese. Morto Milosevic, il Tribunale Internazionale per i crimini nell’ex Jugoslavia (ICTY) ha riconosciuto la falsità di quelle calunnie (assolvendo i morti per condannare quelli ancora vivi).
E’ importante rompere le barriere del vergognoso silenzio complice dei media di regime su questo riconoscimento di innocenza – che contrasta palesemente con l’urlato unanimismo con cui vennero sostenute le accuse due decadi fa. Ed è importante trarne lezioni su come tutto questo è finito. Lezioni che sono di tremenda attualità. Continua a leggere “La via della guerra pericolo enorme: il caso Milosevic e la sua attualità”

TISA: l’accordo sui servizi più pericoloso del TTIP

www.resistenze.org – osservatorio – economia – 05-09-16 – n. 600

Global Justice Now | globalresearch.ca, 02/09/2016
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

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Il Trade in Services Agreement (TISA), accordo sul commercio dei servizi, può rendere irreversibili le privatizzazioni e può aumentare la capacità delle grandi lobbies speculative di spadroneggiare in materia di sanità, istruzione e servizi di base. I diritti dei lavoratori immigrati possono regredire a sistemi simili a quelli di Arabia Saudita e Qatar. E’ verosimile che il Regno Unito, come la Norvegia,  sottoscriva il trattato come singola nazione dopo il Brexit.

Un accordo globale sul commercio in corso di negoziazione segreta e coinvolgente 50 diversi Stati può rivelarsi una grave minaccia ai servizi pubblici, Continua a leggere “TISA: l’accordo sui servizi più pericoloso del TTIP”

Polizia, strumento di repressione del potere

Zoltan Zigedy | zzs-blg.blogspot.it
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

14/08/2016

Grazie alla diffusione capillare delle telecamere dei telefoni cellulari, ora è evidente anche ai cittadini più disinteressati il razzismo della polizia. Sono ampiamente note le riprese di omicidi della polizia di afro-americani al lavoro, nelle loro auto, mentre commettono violazioni minori del codice della strada o nel tempo libero. Le aggressioni ingiustificate ai danni di giovani, donne, anziani afro-americani disarmati, sono state viste attraverso i media da quasi tutti. Non c’è più spazio per la negazione agli occhi dell’opinione pubblica dell’esistenza della violenza della polizia contro i neri.

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Resta, tuttavia, un dibattito continuo sull’entità della violenza, sulle sue cause e il suo significato. Continua a leggere “Polizia, strumento di repressione del potere”