75 anni dalla Dichiarazione d’Indipendenza. Per un’Austria libera, indipendente e socialista.


Partito del Lavoro d’Austria | parteiderarbeit.at
Traduzione di Enzo Pellegrin per Resistenze.org.
Dichiarazione del Comitato Centrale del Partito del Lavoro d’Austria (Pda) sul 75mo Anniversario della Dichiarazione di Indipendenza dell’Austria dalla Germania.

Il 27 aprile 1945, con la proclamazione dell’indipendenza dell’Austria, l’annessione da parte della Germania del marzo 1938 è stata annullata. Tale dichiarazione, firmata dai rappresentanti dei due partiti antifascisti SPÖ e KPÖ e dalla parte antinazista della ÖVP (1), ha ripristinato la Repubblica democratica d’Austria sulla base della Costituzione del 1920.

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Circa sette anni dopo l’occupazione militare e l’annessione politica, questo atto ha ufficialmente posto fine al dominio straniero tedesco in Austria. In alcune parti del paese, tuttavia, le forze armate e le SS tedesche hanno continuato a combattere fino alla resa tedesca dell’8/9 maggio 1945. Solo allora tutta l’Austria fu liberata e controllata dalle truppe della coalizione anti-hitleriana provenienti dall’URSS, dagli USA, dal Regno Unito e dalla Francia.

La prevalenza delle nutrie

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Il movimento cinque stelle è stato un grande strumento di normalizzazione del conflitto sociale e dei movimenti. Poggiando sul terreno della liquidità postmodernista che animava le illusioni di molti, ha dapprima limitato in spazi angusti il fermento anticapitalista, riportandolo in uno sterile dialogo demagogico-istituzionale. Calmate le acque con le elezioni, li ha poi riportati in braccio a ideologie reazionarie forti,  le quali hanno sempre coperto gli interessi dei poteri economicamente dominanti e di quella piccola borghesia stracciona e amorale spesso diffusa e presente come mezzo di manovra nelle vicende italiane. Continua a leggere “La prevalenza delle nutrie”

La Rivoluzione d’Ottobre e la sopravvivenza del capitalismo (3/4)

Prabhat Patnaik | Monthly Review, Vol. 69, n. 3
Traduzione di Enzo Pellegrin per Resistenze.org  –  Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Luglio-agosto 2017

Prima Parte – Seconda Parte

Terza Parte

Il regime della globalizzazione

Le rivalità interimperialiste divengono attenuate nel regime della globalizzazione per un’ulteriore importante ragione, non solo per causa della soverchiante forza di una potenza imperialista, come è stato nel caso della congiuntura del dopoguerra, ma anche perché lo stesso capitale finanziario è divenuto globalizzato e pertanto si oppone ad ogni partizione del mondo in sfere di influenza di particolari potenze che possano ostacolare la sua mobilità globale.

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Mentre questo fatto dell’attenuazione delle rivalità interimperialiste è stato notato da molti, questo è stato interpretato come indice della vendetta della posizione di Karl Kautsky, che aveva visualizzato la possibilità di un “ultra imperialismo”, contro Lenin che aveva enfatizzato l’esistenza di uno stato perenne di rivalità interimperialiste. Ciò è comunque errato. Entrambi, Lenin e Kautsky, avevano in mente e davanti agli occhi un contesto di capitali finanziari nazionali, dove il capitale finanziario che occupava il centro della scena aveva base nazionale ed era aiutato dalla sua nazione. Non è questo il caso di oggi, dove il capitale è esso stesso internazionale, un’entità totalmente differente dal capitale finanziario di cui parlavano Lenin e Kautsky. L’attenuazione delle rivalità interimperialiste nell’era della globalizzazione non è causa di un “congiunto sfruttamento del mondo da parte di un capitale finanziario internazionalmente unito“, come aveva suggerito Kautsky,  ma per l’emergere di un capitale finanziario internazionale. CONTINUA A LEGGERE SU RESISTENZE.ORG

 

Date un calcio alla società liquida.

Enzo Pellegrin

http://www.resistenze.org – osservatorio – italia – politica e società – 02-05-17 – n. 630

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Tra le immagini dei giorni vicini al Primo Maggio, balza all’attenzione quella di Marine Le Pen, tra i sorridenti operai dello stabilimento Whirlpool di Amiens, nel nord della Francia, dipartimento della Somme, regione dell’Haute France, passata roccaforte della sinistra e del PCF.

Questa porzione geografica del paese transalpino ha già subito una drastica riduzione dei posti di lavoro in seguito a delocalizzazioni produttive motivate dalla ricerca di un minor costo per la mano d’opera. Così avviene anche per lo stabilimento Whirlpool. L’azienda non è affatto in crisi, ma sposterà l’unità produttiva in Polonia giovandosi del basso costo del lavoro del far west polacco postcomunista. A rischio sono 600 posti di lavoro.

Anche il candidato Macron, l’uomo nuovo, “né di destra né di sinistra”, ma saldamente ancorato ai potentati economici europei, si è interfacciato con gli operai di Amiens. Ha cercato di convincerli che opporsi alla società aperta e globalizzata è una battaglia di retroguardia che porta ad un’inevitabile sconfitta. (Continua a leggere su Resistenze.org).

TISA: l’accordo sui servizi più pericoloso del TTIP

www.resistenze.org – osservatorio – economia – 05-09-16 – n. 600

Global Justice Now | globalresearch.ca, 02/09/2016
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

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Il Trade in Services Agreement (TISA), accordo sul commercio dei servizi, può rendere irreversibili le privatizzazioni e può aumentare la capacità delle grandi lobbies speculative di spadroneggiare in materia di sanità, istruzione e servizi di base. I diritti dei lavoratori immigrati possono regredire a sistemi simili a quelli di Arabia Saudita e Qatar. E’ verosimile che il Regno Unito, come la Norvegia,  sottoscriva il trattato come singola nazione dopo il Brexit.

Un accordo globale sul commercio in corso di negoziazione segreta e coinvolgente 50 diversi Stati può rivelarsi una grave minaccia ai servizi pubblici, Continua a leggere “TISA: l’accordo sui servizi più pericoloso del TTIP”

“Archiviato”: come si esercita l’azione penale in Valsusa.

Boraest riceve e pubblica:

Martedì 5 luglio 2016,

alle ore 20.30, presso la Galleria d’Arte Moderna di Torino, via Magenta n. 31,

 

verrà proiettato il documentario “ARCHIVIATO. L’ obbligatorietà dell’azione penale in Valsusa

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con il patrocinio di:

ControsservatorioValsusa;

Antigone – per i diritti e le garanzie del sistema penale;

A buon diritto – associazione per le libertà;

Associazione Nazionale Giuristi Democratici;

L’altro diritto – Centro di documentazione su carcere, devianza e marginalità.

Qui di seguito il trailer del documentario: https://youtu.be/ulPMmHrM20M

Qui sotto la locandina.

Presentazione dell’evento:  Continua a leggere ““Archiviato”: come si esercita l’azione penale in Valsusa.”

Dante Di Nanni e la resistenza operaia

Enzo Pellegrin

Intervento al convegno tenuto a Torino, il 16 maggio 2015, presso il Centro Congressi della Circoscrizione 3, via Millio 30, organizzato dal Partito Comunista di Torino, con la partecipazione del Fronte della Gioventù Comunista, dell’ANPI Provinciale, CSOA Gabrio, Scudo Legale Popolare del Fronte Unitario dei Lavoratori.

16/05/2015

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Il 17 maggio 1944, insieme ai compagni Pesce, Bravin e Valentino, Dante di Nanni portò l’attacco ad una stazione radio sul fiume Stura che disturbava le comunicazioni di Radio Londra, importante presidio logistico della Resistenza perchè garantiva messaggi, comunicazioni e notizie alle forze partigiane insurrezionali. Nell’attacco risparmiarono la vita dei nove militi comandati a presidiarla in cambio della loro promessa di non dare l’allarme. Continua a leggere “Dante Di Nanni e la resistenza operaia”

Quella studiata inaccessibilità dei diritti

Enzo Pellegrin

Resistenze.org, 19/03/2016

Nelle enciclopedie didattiche degli anni ’50 e ’60 era in voga l’entusiastica descrizione delle formidabili possibilità che lo sviluppo tecnologico aveva messo a disposizione dell’uomo moderno. “Conoscere”, oppure “Il meraviglioso mondo attorno a noi” erano i titoli di quelle raccolte. Il bravo scolaro, figlio della classe lavoratrice, ritrovava in quelle pagine il funzionamento di una fabbrica di gomme in bei disegni dipinti. Si spiegava come funzionava un Pronto Soccorso. che cosa erano le malattie infettive, le previsioni del tempo e persino il funzionamento dei tribunali e delle caserme.

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Il minimo comune denominatore era la descrizione degli immensi servizi che lo sviluppo tecnologico e sociale aveva posto a disposizione dell’intera collettività. Gli scolari ed i ragazzi rappresentati erano vestiti tutti uguali con sobrie camicie e pantaloni corti o lunghi a seconda dell’età, pettinatura con la riga da una parte, vivi vestitini e vaporosi riccioli per le ragazze. Continua a leggere “Quella studiata inaccessibilità dei diritti”

Ne’ il potere, né i soldi, né i luoghi comuni possono prendere il posto dei diritti

Il difensore è la prima trincea contro gli abusi del potere: la sua libertà è quella di tutti.

Enzo Pellegrin

In uno degli ultimi suoi “buongiorno”, Massimo Gramellini ha preso di mira con le usuali parole da circolo dello sport il difensore di Gabriele Defilippi, reo confesso sui generis dell’omicidio Rosboch: “L’avvocato difensore dei colpevoli è mestiere infame che costringe a qualsiasi genere di arrampicata sui muri ospitali della legislazione italiana, ma stavolta l’impresa risulta particolarmente improba. Un ingannatore seriale tutto può essere tranne che matto. Un manipolatore inesausto di uomini e donne tutto può essere tranne che matto.”

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Al collega torinese che ha subito, per conto di noi tutti, l’usuale denigrazione mediatica della propria professione, va la piena solidarietà ed il sincero affetto di chi scrive.

A Gramellini potrebbe essere semplicemente replicato: “La sentenza non viene scritta colle invettive della sua rubrica, ma nell’equo processo penale che la nostra Costituzione garantisce anche al peggiore dei peggiori”.

Temo che nessuno capirebbe. Continua a leggere “Ne’ il potere, né i soldi, né i luoghi comuni possono prendere il posto dei diritti”

Foibe: revisionismo di stato

ANPI Sez. “68 Martiri” Grugliasco

FASCISMO, GUERRA DI STERMINIO, FOIBE: REVISIONISMO DI STATO E AMNESIE DELLA REPUBBLICA

Grugliasco, 10 febbraio 2013-2014-2015-2016

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Come militanti antifascisti dell’ANPI riteniamo fondamentale condividere questo materiale e queste informazioni sul tema “giorno del ricordo” in vista di un più ampio dibattito sul neofascismo, la propaganda nazionalista e il revisionismo politico della storia: quanto segue vuole essere uno spunto utile e costruttivo per le nostre discussioni.

I nazifascisti non sono e non saranno mai né vittime, né martiri
Il 10 febbraio 1947 venne firmato il Trattato di pace di Parigi tra gli Alleati vincitori della Seconda Guerra Mondiale e i Paesi sconfitti alleati del Terzo Reich tedesco, tra cui l’Italia, che doveva pagare le colpe del fascismo di Mussolini, coautore della guerra totale e razzista che aveva provocato 55 milioni di morti, generando oppressione, miseria, fame, terrore, distruzione a fianco dei nazisti per 3 su 6 anni di guerra. Continua a leggere “Foibe: revisionismo di stato”