Capitalismo e occidente hanno semplicemente un’altra faccia

Enzo Pellegrin

 

Sullo storico quotidiano torinese della Fiat, Franco Debenedetti il 22 ottobre scorso eleva in un elzeviro la lamentazione dei democratici liberisti, orfani del potere. Il titolo è emblematico: “Nel tunnel della crisi peggiore”. Nell’occhio dell’elzeviro non ci sono però le problematiche economiche, ma «i valori e gli obiettivi dell’Occidente».

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I democratici hanno svolto per moltissimi anni il ruolo di cavalier servente della globalizzazione capitalistica occidentale, a trazione USA. In cambio hanno ottenuto posti di potere in quasi tutti i governi accodati alle politiche liberiste. Appare quindi normale che il loro orizzonte ideologico tenda ad identificare l’Occidente con ciò che hanno insegnato loro: la favola della cessione al potere economico di sovranità, ricchezza, diritti in cambio di promesse di crescita, estensione dei diritti civili, sviluppo sociale ed economico.

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Cosa c’è dietro l’ “addendum” ambientale dell’accordo ILVA.

Enzo Pellegrin

16 settembre 2018

La polemica di Renzo Tramaglino contro il “latinorum” di Don Abbondio dovrebbe essere riversata oggi sul Ministro del Lavoro. Quest’ultimo, nello sforzo di rassicurare  che l’accordo ILVA/ Arcelor Mittal è rispettoso delle emergenze ambientali, ha spiegato che tutto starebbe nel famoso “addendum” ambientale. I tarantini, soprattutto quelli di Tamburi, sentono questo “latinorum” confondere loro la testa.

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Hanno ragione: va fatta però una sommaria  premessa.

1. Veleni per anni: il dossier sui tumori infantili

Sull’emergenza ambiente, salute e sicurezza a Taranto si parla da anni. Livelli di inquinamento consapevolmente tenuti al di fuori dei limiti di legge hanno generato una situazione in cui i bambini che vivono nelle abitazioni prossime agli impianti (come ad esempio quelli del quartiere Tamburi o Paolo Sesto) hanno il 30% di probabilità in più di ammalarsi di tumori infantili.

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Perché il Regno Unito, l’UE e gli Stati Uniti si coalizzano contro la Russia

Prof. James Petras

Globalresearch.ca – 21 marzo 2018
Traduzione di Enzo Pellegrin per Resistenze.org

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Introduzione
Per gran parte dell’ultimo decennio, Stati Uniti, Regno Unito e Unione europea hanno condotto una campagna per minare e rovesciare il governo russo e in particolare per estromettere il presidente Putin. Sono in gioco questioni fondamentali, compresa la possibilità reale di una guerra nucleare.
La più recente campagna propagandistica occidentale, ed una delle più virulente, è l’accusa lanciata dal regime britannico del primo ministro Theresa May. Continua a leggere “Perché il Regno Unito, l’UE e gli Stati Uniti si coalizzano contro la Russia”

Le prove dei crimini economici contro il Venezuela


Alfredo Serrano* | odiario.info
Traduzione di Enzo Pellegrin per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
07/03/2018

Una lucida recensione sull’aggressione multi-economica che il Venezuela sta soffrendo. Un’intera gamma di strumenti e misure di interferenza e di blocco, dalle nostre note agenzie di rating, ai vari tentacoli del sistema finanziario (dove non manca la presenza del “Novo Banco” del Portogallo).
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È vietato vedere l’ovvio. Questo tipo di frase trovata su un murales di strada casca a pennello per chiunque ignori la continua aggressione economica che il Venezuela ha sofferto negli ultimi anni. Si può legittimamente essere favorevoli o contrari alle decisioni economiche prese dal presidente Nicolás Maduro. L’intero dibattito economico è il benvenuto. Tuttavia, la mancanza di consapevolezza dell’insieme delle azioni orchestrate in diversi ambiti contro l’economia venezuelana, toglie rigore a qualsiasi tipo di analisi.

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La Rivoluzione d’Ottobre e la sopravvivenza del capitalismo (3/4)

Prabhat Patnaik | Monthly Review, Vol. 69, n. 3
Traduzione di Enzo Pellegrin per Resistenze.org  –  Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Luglio-agosto 2017

Prima Parte – Seconda Parte

Terza Parte

Il regime della globalizzazione

Le rivalità interimperialiste divengono attenuate nel regime della globalizzazione per un’ulteriore importante ragione, non solo per causa della soverchiante forza di una potenza imperialista, come è stato nel caso della congiuntura del dopoguerra, ma anche perché lo stesso capitale finanziario è divenuto globalizzato e pertanto si oppone ad ogni partizione del mondo in sfere di influenza di particolari potenze che possano ostacolare la sua mobilità globale.

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Mentre questo fatto dell’attenuazione delle rivalità interimperialiste è stato notato da molti, questo è stato interpretato come indice della vendetta della posizione di Karl Kautsky, che aveva visualizzato la possibilità di un “ultra imperialismo”, contro Lenin che aveva enfatizzato l’esistenza di uno stato perenne di rivalità interimperialiste. Ciò è comunque errato. Entrambi, Lenin e Kautsky, avevano in mente e davanti agli occhi un contesto di capitali finanziari nazionali, dove il capitale finanziario che occupava il centro della scena aveva base nazionale ed era aiutato dalla sua nazione. Non è questo il caso di oggi, dove il capitale è esso stesso internazionale, un’entità totalmente differente dal capitale finanziario di cui parlavano Lenin e Kautsky. L’attenuazione delle rivalità interimperialiste nell’era della globalizzazione non è causa di un “congiunto sfruttamento del mondo da parte di un capitale finanziario internazionalmente unito“, come aveva suggerito Kautsky,  ma per l’emergere di un capitale finanziario internazionale. CONTINUA A LEGGERE SU RESISTENZE.ORG

 

Intreccio di razza e classe

www.resistenze.org – popoli resistenti – stati uniti – 23-01-17 – n. 617

Intreccio tra razza e classe

Zoltan Zigedy | mltoday.com
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

24/12/2016

Convinti che l’elezione di un presidente nero avesse finalmente inaugurato una società post-razziale, opinionisti e leader politici statunitensi avevano messo in pensione l’accusa di razzismo dal discorso pubblico.

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Con la maggior parte delle porte aperte di club privati e quartieri bene alle élite afro-americane, con celebrità, eroi dello sport e dello spettacolo di colore ampiamente accettate dai bianchi, le barriere razziali – ci avevano detto – erano cosa del passato.

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TISA: l’accordo sui servizi più pericoloso del TTIP

www.resistenze.org – osservatorio – economia – 05-09-16 – n. 600

Global Justice Now | globalresearch.ca, 02/09/2016
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

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Il Trade in Services Agreement (TISA), accordo sul commercio dei servizi, può rendere irreversibili le privatizzazioni e può aumentare la capacità delle grandi lobbies speculative di spadroneggiare in materia di sanità, istruzione e servizi di base. I diritti dei lavoratori immigrati possono regredire a sistemi simili a quelli di Arabia Saudita e Qatar. E’ verosimile che il Regno Unito, come la Norvegia,  sottoscriva il trattato come singola nazione dopo il Brexit.

Un accordo globale sul commercio in corso di negoziazione segreta e coinvolgente 50 diversi Stati può rivelarsi una grave minaccia ai servizi pubblici, Continua a leggere “TISA: l’accordo sui servizi più pericoloso del TTIP”