Il NO più forte è quello all’UE ed al capitalismo

Enzo Pellegrin

www.resistenze.org – osservatorio – italia – politica e società – 29-05-16 – n. 591

Più che il debutto mediatico del fronte del SI, poté madama Boschi.
Pur supportato e coperto dall’unanimità dei media di regime, la combriccola di carenadi e carrieristi del diritto costituzionale reclutati dal governo Renzi per dare supporto alla riforma non è e non sarà mai in grado di eguagliare le performances di gaffeur del ministro di Casa Boschi.

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E’ grazie a queste ultime che è potuto affiorare efficacemente qualche scampolo di discussione. Continua a leggere “Il NO più forte è quello all’UE ed al capitalismo”

Europa, il bavaglio delle multinazionali sul giornalismo d’inchiesta

Fabio Sebastiani | controlacrisi.org,  25/04/2016

http://www.resistenze.org – osservatorio – europa – politica e società – 26-04-16 – n. 586

Si chiama “Directive on the protection of undisclosed know-how and business information (trade secrets) against their unlawful acquisition, use and disclosure”, in breve “Trade Secrets Protection”, “direttiva per la protezione del segreto aziendale”.

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E’ stata approvata a larghissima maggioranza (il 77% dei voti favorevoli) giovedì, dieci giorni fa dal Parlamento Europeo. Continua a leggere “Europa, il bavaglio delle multinazionali sul giornalismo d’inchiesta”

Dante Di Nanni e la resistenza operaia

Enzo Pellegrin

Intervento al convegno tenuto a Torino, il 16 maggio 2015, presso il Centro Congressi della Circoscrizione 3, via Millio 30, organizzato dal Partito Comunista di Torino, con la partecipazione del Fronte della Gioventù Comunista, dell’ANPI Provinciale, CSOA Gabrio, Scudo Legale Popolare del Fronte Unitario dei Lavoratori.

16/05/2015

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Il 17 maggio 1944, insieme ai compagni Pesce, Bravin e Valentino, Dante di Nanni portò l’attacco ad una stazione radio sul fiume Stura che disturbava le comunicazioni di Radio Londra, importante presidio logistico della Resistenza perchè garantiva messaggi, comunicazioni e notizie alle forze partigiane insurrezionali. Nell’attacco risparmiarono la vita dei nove militi comandati a presidiarla in cambio della loro promessa di non dare l’allarme. Continua a leggere “Dante Di Nanni e la resistenza operaia”

La telematica dei padroni delle ferriere.

Enzo Pellegrin

11/04/2016

Pubblicato anche sul numero 584 di resistenze.org

Uno dei luoghi comuni sempre in bocca a leader politici ed aspiranti leader è l’invocazione della tecnologia – nello specifico la telematica – come panacea buona a tutti i mali. “Digitale” e “On line” vengono spesso presentati come dinamici superamenti della burocrazia pelagica a favore della piena partecipazione del cittadino, cui verrebbero dati strumenti potentissimi per agire da solo, senza spreco di risorse “pubbliche”.

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Contro questa spregiudicata ed erronea narrativa si scontrano sempre i fatti, la cui cervice particolarmente dura riesce spesso a bypassare il velo dei media di regime che nascondono il cadavere nell’armadio. Continua a leggere “La telematica dei padroni delle ferriere.”

I giudici sono soggetti soltanto alla legge (ma anche un po’ al PIL)

boraest riceve e pubblica

da mgaassociazioneforense.com

I GIUDICI SONO SOGGETTI SOLTANTO ALLA LEGGE (MA ANCHE UN PO’ AL PIL)

 Qualche giorno fa, il 6 aprile, il sottosegretario alla Giustizia Ferri, passato indenne attraverso tre ministri, da Severino a Orlando passando per Cancellieri, ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera.

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A parte le falsità governative di prammatica (“è in atto un grande sforzo riformatore del governo, a cominciare dalla giustizia civile e dal processo telematico, per rendere un migliore servizio sia ai cittadini che alle imprese“) quello che ci ha colpiti è un’altra affermazione, che riportiamo testualmente:È chiaro che ci deve essere anche la consapevolezza del magistrato delle proprie decisioni, la necessità di soppesare, per esempio nel caso di misure cautelari reali, oltre alle sacrosante esigenze di legalità, anche le ricadute sulle società, sull’economia. Se sequestro un’azienda a un mafioso e poi il commissario dello Stato licenzia i dipendenti allora si mina la fiducia dei cittadini nella giustizia, oltre ad avere obiettive ricadute negative in termini economici. Non solo la politica deve farsi carico degli effetti dei provvedimenti che prende.

Si tratta di un’affermazione di una gravità inaudita.

Il Ferri dice ai magistrati: per carità, la lotta alla mafia è una bella cosa; ma se per combattere la criminalità ci dovete far arrabbiare gli elettori e ci dovete far danno all’economia, attenti a voi. Preferiamo tenerci la mafia piuttosto che perdere voti.E qui, da giuristi, non possiamo che insorgere.
Un governo che inviti la magistratura a non intromettersi nel processo legislativo in relazione ai noti fatti di Tempa Rossa (“La magistratura si rispetta ma basta invasioni di campo nella politica”, ha detto il premier dal pulpito di Classedem), e poi, quasi contestualmente, ingiunga alla medesima magistratura di farsi carico delle conseguenze politiche dei propri provvedimenti, è un governo che sta tentando di fare della funzione giurisdizionale una propria succursale, a proprio uso e consumo, scavalcando in un passo solo Costituzione e codice di procedura penale.
Non è compito della magistratura (pure spesso sensibile alle pressioni del potere, purtroppo) farsi carico delle incapacità del governo in tema di tenuta economica del Paese: e quindi non è accettabile che si chieda al giudice di evitare un sequestro di beni alla criminalità organizzata per le ricadute sociali che essa possa portare con sè.Gli avvocati di MGA non sono teneri con la magistratura; rifiutano ogni forma di giustizialismo, di antigarantismo, di utilizzo del potere giudiziario a fini di lotta politica. Parimenti, siamo convinti che il diritto, generale ed astratto, debba essere adattato al caso concreto dall’interprete, senza rigidità formalistiche laddove si tratti di bilanciare interessi costituzionali parimenti rilevanti.
Tuttavia, qui la posta in gioco è diversa.Le affermazioni di Ferri confermano che il governo Renzi, auspicando che non vengano posti in essere provvedimenti giudiziari che possano in qualche modo dispiacere agli elettori, ha in mente una Giustizia piegata al consenso, al mercato, al potere delle lobby finanziarie, al potere del più forte.Per tutte queste ragioni, MGA non ci sta. Perchè il diritto non è la ragione del più forte, perchè il rispetto della nostra malmessa Costituzione (che Ferri con le sue avventate affermazioni ha calpestato) è quello che ci resta per scongiurare gli abusi del potere sui cittadini.

 

 

 

La propaganda UE sui morti di Bruxelles

di Enzo Pellegrin

Resistenze.org, editoriale del numero 582, 31 marzo 2016.

In un fotogramma di Quarto Potere, Orson Welles nei panni di Charles Foster Kane replica al suo interlocutore: “Lei si preoccupa di quello che pensa la gente? Su questo argomento posso illuminarla, io sono un’autorità su come far pensare la gente. Ci sono i giornali per esempio, io sono proprietario di molti giornali…”.

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All’alba del Terzo Millennio non esistono solamente i giornali. Continua a leggere.

Quella studiata inaccessibilità dei diritti

Enzo Pellegrin

Resistenze.org, 19/03/2016

Nelle enciclopedie didattiche degli anni ’50 e ’60 era in voga l’entusiastica descrizione delle formidabili possibilità che lo sviluppo tecnologico aveva messo a disposizione dell’uomo moderno. “Conoscere”, oppure “Il meraviglioso mondo attorno a noi” erano i titoli di quelle raccolte. Il bravo scolaro, figlio della classe lavoratrice, ritrovava in quelle pagine il funzionamento di una fabbrica di gomme in bei disegni dipinti. Si spiegava come funzionava un Pronto Soccorso. che cosa erano le malattie infettive, le previsioni del tempo e persino il funzionamento dei tribunali e delle caserme.

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Il minimo comune denominatore era la descrizione degli immensi servizi che lo sviluppo tecnologico e sociale aveva posto a disposizione dell’intera collettività. Gli scolari ed i ragazzi rappresentati erano vestiti tutti uguali con sobrie camicie e pantaloni corti o lunghi a seconda dell’età, pettinatura con la riga da una parte, vivi vestitini e vaporosi riccioli per le ragazze. Continua a leggere “Quella studiata inaccessibilità dei diritti”

18 Marzo: Le rivendicazioni di M.G.A. per una giustizia di tutti.

Boraest sostiene la Mobilitazione del 18 marzo 2016 davanti al Ministero della Giustizia, Roma, via Arenula, ore 10-13,  promossa dalla M.G.A. (Mobilitazione Generale degli Avvocati) contro una giustizia a misura di abbiente e contro il consolidamento oligarchico della società, che passa anche attraverso la realizzazione di una giustizia di censo: da chi ci lavora a chi la domanda.

Pubblichiamo di seguito il testo del documento che verrà consegnato al Ministro della Giustizia Orlando nel corso della manifestazione del 18 marzo. Continua a leggere “18 Marzo: Le rivendicazioni di M.G.A. per una giustizia di tutti.”

18 Marzo 2016: Gli avvocati e operatori della Giustizia si mobilitano contro il Governo e contro il Consiglio Nazionale Forense

Boraest pubblica l’appello dell’ M.G.A., Mobilitazione Generale Avvocati,  sindacato di avvocati che promuove una mobilitazione davanti al Ministero della Giustizia, a Roma, in via Arenula, angolo Benedetto Cairoli, per il giorno 18 marzo 2016, ore 10-13. Continua a leggere “18 Marzo 2016: Gli avvocati e operatori della Giustizia si mobilitano contro il Governo e contro il Consiglio Nazionale Forense”

Mi spiace ma non sei una di noi

L’Occidente scarica la Sharapova solo perché ha il passaporto russo.

di Federico Milano

Ci hanno messo 24 ore ma alla fine ce l’hanno fatta. Marija Sharapova, la bellissima bionda e sexy tennista, star nello sport e diva del glamour e del jet set, cresciuta dall’età di sei anni e allenata negli USA, ammirata e mitizzata in tutto il mondo, ad un giorno dalla sua confessione di avere assunto il meldonium ha perso la sua identità cosmopolita. La bella siberiana di orgini bielorusse è ora finalmente a pieno titolo una cittadina russa. Il primo giorno si sono levate da ogni dove parole di conforto per la sportiva, peccato veniale si diceva, l’intero globo terraqueo delle riviste patinate e non si ergeva a difendere la propria diva. Fino a quando non ci si è ricordati che la bella Marija è si cittadina del mondo, ma il passaporto ce l’ha pur sempre vidimato dalla Federazione Russa.

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E allora voilà, con un triplo carpiato, il peccato non è più il meldonium, ma l’anagrafe. Continua a leggere “Mi spiace ma non sei una di noi”