Mi spiace ma non sei una di noi

L’Occidente scarica la Sharapova solo perché ha il passaporto russo.

di Federico Milano

Ci hanno messo 24 ore ma alla fine ce l’hanno fatta. Marija Sharapova, la bellissima bionda e sexy tennista, star nello sport e diva del glamour e del jet set, cresciuta dall’età di sei anni e allenata negli USA, ammirata e mitizzata in tutto il mondo, ad un giorno dalla sua confessione di avere assunto il meldonium ha perso la sua identità cosmopolita. La bella siberiana di orgini bielorusse è ora finalmente a pieno titolo una cittadina russa. Il primo giorno si sono levate da ogni dove parole di conforto per la sportiva, peccato veniale si diceva, l’intero globo terraqueo delle riviste patinate e non si ergeva a difendere la propria diva. Fino a quando non ci si è ricordati che la bella Marija è si cittadina del mondo, ma il passaporto ce l’ha pur sempre vidimato dalla Federazione Russa.

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E allora voilà, con un triplo carpiato, il peccato non è più il meldonium, ma l’anagrafe. E si, Marija Sharapova tu sarai bella, sarai brava, sarai su tutte le copertine, sarai la sportiva più pagata al mondo, ma sei russa, anzi di più: non sei più Marija Sharapova, sei una delle tante atlete russe, vincenti con il doping, quello di Stato beninteso, non quello individuale che al più mette alla gogna il singolo. No, la colpa della Sharapova non è quella di avere assunto il meldonium, bensì di essere cittadina russa, cittadina di una sistema autocratico, comandato da un’ex agente del KGB, dove le medaglie vengono progettate a tavolino con tutti gli aiuti possibili. Altro che scandalo dell’atletica è l’intero sport russo ad essere corrotto irrimediabilmente tanto da non avere alcun diritto di cittadinanza fra gli onesti.
Vedi Marija forse la lingua russa neppure la parli più, ma purtoppo per te in quel mondo che adori e che ti ha adorata, sei comunque bollata dalla nascita: sei nata a Njagan
non a Key Biscane.
A 24 ore dalla confessione, Marija Shaparova non c’è più, ora è tutto un coro di “nessun atleta russo alle Olimpiade”, a cui presto seguirà la campagna per togliere i campionati mondiali di calcio alla Russia.
Proclamate sinceramente lo sport onesto? Non chiedete allora l’esclusione della Russia dalle Olimpiadi, se non siete ipocriti, chiedete di abolire le Olimpiadi.

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