La via della guerra pericolo enorme: il caso Milosevic e la sua attualità

Jorge Cadima

odiario.info, 8.9.2016
Traduzione di Enzo Pellegrin a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare per resistenze.org

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Secondo l’usuale copione, il presidente (rieletto più volte) Milosevic è stato personalmente demonizzato e calunniato come prodromo alla distruzione del suo Paese. Morto Milosevic, il Tribunale Internazionale per i crimini nell’ex Jugoslavia (ICTY) ha riconosciuto la falsità di quelle calunnie (assolvendo i morti per condannare quelli ancora vivi).
E’ importante rompere le barriere del vergognoso silenzio complice dei media di regime su questo riconoscimento di innocenza – che contrasta palesemente con l’urlato unanimismo con cui vennero sostenute le accuse due decadi fa. Ed è importante trarne lezioni su come tutto questo è finito. Lezioni che sono di tremenda attualità. Continua a leggere “La via della guerra pericolo enorme: il caso Milosevic e la sua attualità”

TISA: l’accordo sui servizi più pericoloso del TTIP

www.resistenze.org – osservatorio – economia – 05-09-16 – n. 600

Global Justice Now | globalresearch.ca, 02/09/2016
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

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Il Trade in Services Agreement (TISA), accordo sul commercio dei servizi, può rendere irreversibili le privatizzazioni e può aumentare la capacità delle grandi lobbies speculative di spadroneggiare in materia di sanità, istruzione e servizi di base. I diritti dei lavoratori immigrati possono regredire a sistemi simili a quelli di Arabia Saudita e Qatar. E’ verosimile che il Regno Unito, come la Norvegia,  sottoscriva il trattato come singola nazione dopo il Brexit.

Un accordo globale sul commercio in corso di negoziazione segreta e coinvolgente 50 diversi Stati può rivelarsi una grave minaccia ai servizi pubblici, Continua a leggere “TISA: l’accordo sui servizi più pericoloso del TTIP”

Polizia, strumento di repressione del potere

Zoltan Zigedy | zzs-blg.blogspot.it
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

14/08/2016

Grazie alla diffusione capillare delle telecamere dei telefoni cellulari, ora è evidente anche ai cittadini più disinteressati il razzismo della polizia. Sono ampiamente note le riprese di omicidi della polizia di afro-americani al lavoro, nelle loro auto, mentre commettono violazioni minori del codice della strada o nel tempo libero. Le aggressioni ingiustificate ai danni di giovani, donne, anziani afro-americani disarmati, sono state viste attraverso i media da quasi tutti. Non c’è più spazio per la negazione agli occhi dell’opinione pubblica dell’esistenza della violenza della polizia contro i neri.

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Resta, tuttavia, un dibattito continuo sull’entità della violenza, sulle sue cause e il suo significato. Continua a leggere “Polizia, strumento di repressione del potere”

Dossier: Isis, terrorismo e guerra imperialistica

http://www.resistenze.org – osservatorio – mondo – politica e società – 23-07-16 – n. 599

A cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

24/07/2016

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Domenico Moro: Il terrorismo diffuso e l’orizzonte alternativo di liberazione

Tim Anderson: Chi supporta lo Stato Islamico (Isis)?

Michel Chossudovsky: Perché viene condotta una campagna d’odio contro i musulmani?

Enzo Pellegrin: La propaganda UE sui corpi di Bruxelles

A.G.: Perché Parigi? A chi giova il terrorismo dell’Isis?

Higinio Polo: Cinque anni di guerra in Siria

Salvatore Vicario: Libia, un conflitto inter-imperialistico per la spartizione del bottino

Zoltan Zigedy: Afghanistan: Tattiche fallimentari dell’imperialismo statunitense

Felicity Arbuthnot: Iraq. Tariq Aziz: Gli USA non vogliono un cambio di regime ma di regione

Vijay Prashad: La nuova faccia per il cambio di regime: breve storia dell’interventismo umanitario

Francisco Fernández: Riflessioni sul nazionalismo arabo, la sinistra e l’islam

 

Gli occhi miopi sul referendum UE

Enzo Pellegrin

20/06/2016, resistenze.org n. 594

Chi attrae i fili della politica italiana è capace di tenere i propri satelliti molto vicini al centro.

Lo dimostra – come sempre – l’attenzione grandissima conferita ai cambi di cavallo nelle battaglie elettorali comunali, mentre sullo sfondo galleggiava una nuova problematica consultazione referendaria, quella che metteva in discussione nel Regno Unito l’Unione Europea.

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Le tematiche circolate mediaticamente su quest’ultimo argomento vertevano intorno a due poli. Continua a leggere “Gli occhi miopi sul referendum UE”

C’è Wall Street dietro il golpe in Brasile

Prof Michel Chossudovsky

Resistenze.org, numero 593
Global Research, 1 giugno 2016
Traduzione a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare per resistenze.org

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Il controllo sulla politica monetaria e sulle riforme macroeconomiche è stato l’obiettivo finale del colpo di stato. Le nomine chiave, dal punto di vista di Wall Street sono la Banca Centrale, che domina la politica monetaria così come gli scambi con l’estero, il Ministero delle Finanze ed il Banco del Brasile. Continua a leggere “C’è Wall Street dietro il golpe in Brasile”

La Povertà Mondiale

Prabhat Patnaik (*)

http://peoplesdemocracy.in/2016/0529_pd/world-poverty

http://www.resistenze.org/sito/os/ec/osecgf04-018015.htm

29 maggio 2016

Traduzione di E.Pellegrin per resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare.

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L’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL-ILO) sforna ogni anno una pubblicazione dal titolo L’occupazione nel mondo e le prospettive sociali. Il rapporto per l’anno in corso, pubblicato il 18 maggio, e sottotitolato “Trasformare il lavoro per sconfiggere la povertà”. Fornisce stime sulla soglia di povertà nel mondo e del quantitativo di reddito che sarebbe necessario trasferire ai poveri per metter fine alla povertà mondiale. Continua a leggere “La Povertà Mondiale”

I giudici sono soggetti soltanto alla legge (ma anche un po’ al PIL)

boraest riceve e pubblica

da mgaassociazioneforense.com

I GIUDICI SONO SOGGETTI SOLTANTO ALLA LEGGE (MA ANCHE UN PO’ AL PIL)

 Qualche giorno fa, il 6 aprile, il sottosegretario alla Giustizia Ferri, passato indenne attraverso tre ministri, da Severino a Orlando passando per Cancellieri, ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera.

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A parte le falsità governative di prammatica (“è in atto un grande sforzo riformatore del governo, a cominciare dalla giustizia civile e dal processo telematico, per rendere un migliore servizio sia ai cittadini che alle imprese“) quello che ci ha colpiti è un’altra affermazione, che riportiamo testualmente:È chiaro che ci deve essere anche la consapevolezza del magistrato delle proprie decisioni, la necessità di soppesare, per esempio nel caso di misure cautelari reali, oltre alle sacrosante esigenze di legalità, anche le ricadute sulle società, sull’economia. Se sequestro un’azienda a un mafioso e poi il commissario dello Stato licenzia i dipendenti allora si mina la fiducia dei cittadini nella giustizia, oltre ad avere obiettive ricadute negative in termini economici. Non solo la politica deve farsi carico degli effetti dei provvedimenti che prende.

Si tratta di un’affermazione di una gravità inaudita.

Il Ferri dice ai magistrati: per carità, la lotta alla mafia è una bella cosa; ma se per combattere la criminalità ci dovete far arrabbiare gli elettori e ci dovete far danno all’economia, attenti a voi. Preferiamo tenerci la mafia piuttosto che perdere voti.E qui, da giuristi, non possiamo che insorgere.
Un governo che inviti la magistratura a non intromettersi nel processo legislativo in relazione ai noti fatti di Tempa Rossa (“La magistratura si rispetta ma basta invasioni di campo nella politica”, ha detto il premier dal pulpito di Classedem), e poi, quasi contestualmente, ingiunga alla medesima magistratura di farsi carico delle conseguenze politiche dei propri provvedimenti, è un governo che sta tentando di fare della funzione giurisdizionale una propria succursale, a proprio uso e consumo, scavalcando in un passo solo Costituzione e codice di procedura penale.
Non è compito della magistratura (pure spesso sensibile alle pressioni del potere, purtroppo) farsi carico delle incapacità del governo in tema di tenuta economica del Paese: e quindi non è accettabile che si chieda al giudice di evitare un sequestro di beni alla criminalità organizzata per le ricadute sociali che essa possa portare con sè.Gli avvocati di MGA non sono teneri con la magistratura; rifiutano ogni forma di giustizialismo, di antigarantismo, di utilizzo del potere giudiziario a fini di lotta politica. Parimenti, siamo convinti che il diritto, generale ed astratto, debba essere adattato al caso concreto dall’interprete, senza rigidità formalistiche laddove si tratti di bilanciare interessi costituzionali parimenti rilevanti.
Tuttavia, qui la posta in gioco è diversa.Le affermazioni di Ferri confermano che il governo Renzi, auspicando che non vengano posti in essere provvedimenti giudiziari che possano in qualche modo dispiacere agli elettori, ha in mente una Giustizia piegata al consenso, al mercato, al potere delle lobby finanziarie, al potere del più forte.Per tutte queste ragioni, MGA non ci sta. Perchè il diritto non è la ragione del più forte, perchè il rispetto della nostra malmessa Costituzione (che Ferri con le sue avventate affermazioni ha calpestato) è quello che ci resta per scongiurare gli abusi del potere sui cittadini.

 

 

 

La propaganda UE sui morti di Bruxelles

di Enzo Pellegrin

Resistenze.org, editoriale del numero 582, 31 marzo 2016.

In un fotogramma di Quarto Potere, Orson Welles nei panni di Charles Foster Kane replica al suo interlocutore: “Lei si preoccupa di quello che pensa la gente? Su questo argomento posso illuminarla, io sono un’autorità su come far pensare la gente. Ci sono i giornali per esempio, io sono proprietario di molti giornali…”.

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All’alba del Terzo Millennio non esistono solamente i giornali. Continua a leggere.

18 Marzo: Le rivendicazioni di M.G.A. per una giustizia di tutti.

Boraest sostiene la Mobilitazione del 18 marzo 2016 davanti al Ministero della Giustizia, Roma, via Arenula, ore 10-13,  promossa dalla M.G.A. (Mobilitazione Generale degli Avvocati) contro una giustizia a misura di abbiente e contro il consolidamento oligarchico della società, che passa anche attraverso la realizzazione di una giustizia di censo: da chi ci lavora a chi la domanda.

Pubblichiamo di seguito il testo del documento che verrà consegnato al Ministro della Giustizia Orlando nel corso della manifestazione del 18 marzo. Continua a leggere “18 Marzo: Le rivendicazioni di M.G.A. per una giustizia di tutti.”