Il contrabbando del petrolio tra Turchia e ISIL: Anche gli USA e la NATO sono coinvolti.

di Mahdi Darius Nazemroaya
Globalresearch.ca 4 gennaio 2016
originariamente pubblicato dalla Strategic Culture Foundation 20.12.2015.
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Turkish-and-NATO-flags

Il governo turco non agisce da solo in Siria ed Iraq. La leadership corrotta del governo regionale del Kurdistan, la Gran Bretagna, Israele e gli Stati Uniti sono altrettanto coinvolti. Essi hanno giocato un ruolo diretto od indiretto anche nel furto del petrolio. Continua a leggere “Il contrabbando del petrolio tra Turchia e ISIL: Anche gli USA e la NATO sono coinvolti.”

Un’arma utilizzata negli attacchi di Parigi del 13 novembre proviene da un fornitore d’armi in stretto contatto con la CIA

Alex Lantierglobalresearch.ca, 18.12.2015

Allo stato almeno una delle pistole usate negli attacchi terroristici di Parigi del 13 novembre è stata acquistata dalla Century International Arms e poi ri-esportata in Europa. Uno dei più grandi fornitori di armi negli USA, la Century Arms ha stretti legami con la CIA ed è stata accusata in America ed in Europa di essere coinvolta in commercio illegale di armi.

La pistola, una M92 semiautomatica, è stata prodotta nelle fabbriche di armi Zastava, a Kragujevac, in Serbia. La scorsa settimana, il direttore della fabbrica Milojiko Brzakovic ha detto di aver verificato sui propri registri che sette pistole costruite dallo stabilimento sono state utilizzate negli attacchi di Parigi. La fabbrica ha distribuito diverse pistole all’interno della ex Jugoslavia prima della dissoluzione della repubblica federale, tra la restaurazione capitalista e la guerra civile negli anni novanta, ma ha consegnato una di queste pistole nel maggio 2013 alla Century Arms, con base a Delray Beach, in Florida.
I rappresentanti ufficiali della Century Arms non hanno rilasciato alcun commento alle domande dei reporters del Palm Beach Post ed è rimasto così oscuro come la pistola del tipo M92 sia stata re-esportata in Europa. La Century Arms ha richiesto l’autorizzazione del governo per l’importazione dell’arma ed avrebbe dovuto richiedere altrettanta autorizzazione al Dipartimento di Stato per re-esportarla in Europa legalmente.
Queste notizie minano ulteriormente la versione ufficiale circa gli attacchi di Parigi resa dai governi, dai media e dai partiti di “sinistra” filoimperialisti. Avevano insistito sul fatto che gli attacchi erano frutto di un atto di terrorismo islamista nel quale il solo Stato Islamico in Iraq e Siria era coinvolto con piena responsabilità.
Questa versione era anche una frode politica, per quanto i poteri della NATO erano indubbiamente politicamente coinvolti. Gli attacchi sarebbero stati condotti da combattenti islamisti addestrati in Siria – dove la CIA, le Intelligences Europee, gli sceiccati petroliferi del Golfo Persico hanno fornito supporto finanziario e militare ad una serie di forze islamisti allo scopo di rovesciare il Presidente Bashar Al Assad. Sebbene fossero schedati e monitorati dai servizi di intelligence, a questi combattenti è stato in qualche modo permesso di organizzare gli altamente complessi e coordinati attacchi di Parigi.
La scoperta di un concreto legame tra la Century Arms e gli attacchi di Parigi suggeriscono in modo specifico come alcuni elementi nei servizi segreti abbiano potuto aiutare gli aggressori – sia inavvertitamente, a causa della loro sconsiderata politica di guerra, o deliberatamente, con lo scopo di spostare molto più a destra il clima politico.
Le élites di regime hanno reagito agli attacchi del 13 novembre in modo prevedibile, allineando le loro politiche sulla guerra e sui diritti democratici con la visione dei settori più aggressivi del complesso militare industriale. La Francia si sta preparando a imporre uno stato permanente di emergenza, effettivamente abrogando i diritti democratici fondamentali e favorendo le fortune politiche dei neofascisti del Front National (FN). La NATO scalpita per fornire supporto ai propri coalizzati in Siria, anche se questo minaccia di innescare uno scontro militare a tutto campo con la potenza nucleare della Russia.
Mentre rimane oscuro come siano stati organizzati gli attacchi di Parigi, il legame con la Century Arms suggerisce che elementi operanti per conto di servizi segreti, in via ufficiale o meno, sono stati coinvolti. a Century Arms ha mantenuto per decenni stretti legami con la politica estera USA.
Nel 1987, John Rugg, ex poliziotto e dipendente della Century Arms, ha testimoniato al Senato degli USA che la sua ditta ha fornito armi ai Contras che combattevano il governo Sandinista in Nicaragua. Questa operazione illegale, gestita dalla CIA in violazione dell’emendamento Boland approvato dal Congresso USA che aveva abrogato ogni aiuto ai Contras, è esplosa nello scandalo Iran-Contra.
Nel 2004, secondo il Palm Beach Post, le autorità italiane hanno bloccato la spedizione via nave di 7500 fucili AK47 indirizzati alla Century Arms dalla Romania, dove l’impresa aveva sviluppato legami commerciali sin da prima della restaurazione capitalista nell’Est Europeo.
Nel 2007, secondo un telegramma diplomatico USA pubblicato da Wikileaks, la Century Arms ha collaborato col fornitore di armi israeliano Ori Zeller per stoccare illegalmente e svendere fucili americani del tipo M1, spediti via cargo da Washington al sanguinario regime Guatemalteco durante la guerra civile in quel paese. Il telegramma affermava anche che i soci di Zeller sono stati condannati per riciclaggio di denaro in Belgio nel 2003, e sospettati di aver riciclato 20 milioni di dollari nei fondi finanziari di Al Qaeda con diamanti dell’Africa Orientale.
Ciononostante, il telegramma definiva Zeller una “fonte di informazioni preziosa per il Governo USA nel Guatemala” Aggiungeva che lo stesso Governo lo aveva utilizzato per procurarsi informazioni in Guatemala, Israele, sulle vendite di armi della Russia e sul cartello messicano dei narcotici.
I rapporti tra la Century Arms e i narcotrafficanti messicani andarono oltre alla semplice raccolta di informazioni. Il Centro USA per la Probità Pubblica ha riferito nel 2011 che i fucili di fabbricazione rumena del tipo WASR-10 commercializzati dalla Century Arms sono diventate le armi favorite dai cartelli della droga messicani e negli anni recenti centinaia di essi sono stati all’origine di molti crimini perpetrati in Messico.
Questo non è il primo indizio che sia esistita una connessione tra forze statali e gruppi terroristici che ha concorso a porre in essere gli attacchi terroristici in Francia.
Mercoledì, la polizia francese ha fermato Claude Hermant, un ex membro del servizio d’ordine del Front National attivo nei circoli di estrema destra nel nord della Francia nonché informatore confidenziale di polizia e doganieri per chiedergli informazioni circa gli attacchi di gennaio a Charlie Hebdo e all’Hyper Cacher. La polizia ha ammesso che è stato trattenuto per chiedergli se ha venduto armi ad Amedy Coulibaly, lo sparatore dell’Hyper Cacher.
Ciò ha confermato le iniziali notizie circa il fatto che la procura di Lille stesse indagando sui legami tra Hernant e gli attacchi di gennaio. Il ministro dell’interno francese Bernard Cazeneuve ha successivamente eccepito il segreto di stato per fermare queste indagini. In ogni caso, tale decisione e molti dettagli dell’indagine su Hernant sono comunque trapelati alla stampa.
L’inchiesta di Lille sembra considerare la possibilità che Hernant stesso facesse semplicemente da mediatore in una più vasta rete coinvolta nella fornitura dell’arma allo sparatore. Voci vicine agli inquirenti hanno detto alla Voix du Nord “In questo tipo di traffici ci sono sempre uno o più intermediari. Claude Hernanti non necessariamente era a conoscenza della destinazione finale dell’arma. Ciò dimostra, in ogni caso, i legami esistenti tra certi circoli islamisti ed il crimine organizzato.”
Il periodico ha anche riferito che un ufficiale delle dogane sarebbe stato messo sotto inchiesta nel caso Hernant.

Sostieni Global Research

logo_store

Sostieni Resistenze.org

zccdp

Choussodovsky: Perché viene condotta una campagna d’odio contro i Musulmani?

Perché viene condotta una campagna d’odio contro i Musulmani?

 

Prof. Michel Chossudovsky  | globalresearch.ca   –   10 dicembre 2015.

Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare. Vai a Resistenze, per altri articoli.

  1. Perché viene condotta una campagna d’odio contro i musulmani?
  2. Perché sono i Musulmani ad essere sempre più etichettati come terroristi?
  3. Perché questa campagna d’odio diviene parte della campagna elettorale per le presidenziali americane? 
  4. Perché Donald Trump chiede misure liberticide di polizia federale contro i Musulmani d’America?
  5. Perché i Musulmani sono oggetto di schedatura etnica e discriminazione sul lavoro? 
  6. Perché il Presidente Francese Francois Hollande ha sospeso i diritti civili in corrispondenza di una campagna d’odio diretta contro i Musulmani di Francia, i quali rappresentano il 7,5 % della popolazione del paese?
  7. Perché è l’occidente a condurre una guerra contro nazioni Musulmane?  
  8. Perché l’Islam è visto come male assoluto?

La risposta a queste domande è insieme semplice e complessa.

Si dà il caso che più del 60% delle riserve mondiali di petrolio greggio sono locate nelle terre Musulmane.

I Musulmani sono gli abitanti delle terre che possiedono il Petrolio. E l’agenda imperiale dell’America prevede l’acquisizione della proprietà e del controllo delle riserve mondiali di petrolio.

Se queste terre fossero abitate dai Buddisti, i politici occidentali – col solito supporto dei media mainstream – demonizzerebbero i Buddisti.

I paesi Musulmani, inclusi l’Arabia Saudita, l’Iraq, l’Iran, il Kuwait, gli Emirati Arabi Uniti, il Qatar, lo Yemen, la Libia, la Nigeria, l’Egitto, L’Algeria, il Kazakhistan, l’Azerbaijan, la Malesia, l’Indonesia, il Brunei, possiedono il più del 60% delle riserve mondiali di petrolio greggio.

Con riferimento al greggio convenzionale, (escludendo quindi il greggio delle sabbie bituminose di Venezuela e Canada) la percentuale delle riserve di petrolio globale (greggio convenzionale) nei paesi Musulmani è molto più grande.

I paesi che possiedono grandi riserve di petrolio greggio sono tutti obiettivo di destabilizzazione.

Più del 50 % delle riserve di greggio mondiali giacciono all’estremità della penisola araba e nel bacino del Mar Caspio: Yemen, Arabia saudita, EAU, Kuwait, Qatar, Iran, Iraq, Siria, Azerbaijan.

Mappa: copyright Eric Waddell, Global Research 2003

La regione sopra rappresentata nella mappa è il teatro di guerra dell’America. Là dove la guerra per il petrolio viene combattuta sotto la bandiera della “guerra al terrorismo”. Queste sono le terre Musulmane individuate quale obiettivo di conquista o per un rovesciamento e cambio di regime. L’Arabia Saudita e le monarchie del Golfo Persico insieme agli emirati sono paesi vicini agli Stati Uniti e solidamente sotto il controllo dell’America.

La demonizzazione collettiva dei Musulmani, compresa la denigrazione dei principi dell’Islam, viene praticata in tutto il modo e costituisce, a livello ideologico, uno strumento di conquista delle risorse energetiche mondiali. E’ parte di un più ampio meccanismo di egemonia politica ed economica che va sotto il nome di Nuovo Ordine Mondiale.

Questa denigrazione viene portata attualmente avanti attraverso la creazione di organizzazioni terroristiche formate da Musulmani, come parte di una operazione di intelligence di vecchia data, risalente alla guerra tra Unione Sovietica ed Afghanistan

Al Quaeda e le organizzazioni ad essa affiliate sono creazioni della CIA. Non sono prodotto della società Musulmana. Gli attacchi terroristici sono posti in essere da gruppi jihadisti coordinate con le attività è le finalità di intelligence della CIA.

Lo Stato Islamico (ISIS) è uno strumento di intelligence che viene essenzialmente usato per due scopi specifici.

1. Sono le truppe di terra dell’alleanza militare occidentale, gli strumenti per la destabilizzazione, reclutati, addestrati, finanziati dall’alleanza militare occidentale. Le varie entità di Al Qaeda sono gli strumenti di destabilizzazione nelle vicine guerre supportate da USA e NATO (AQUIM nel Mali, Boko Haram in Nigeria, l’ISIS in Siria ed Iraq). Nello stesso tempo, esse costituiscono un pretesto ed una giustificazione per l’intervento  militare sotto l’insegna di una campagna di bombardamento “antiterrorismo”.

2. Sul fronte interno, le varie cellule terroriste ISIS/Al Quaeda – supportate in modo occulto dall’intelligence occidentale – sono gli strumenti di una diabolica e criminale operazione propagandistica consistente nell’uccidere i civili innocenti con l’obiettivo di fornire legittimazione all’instaurazione di misure securitarie di polizia asserendo di difendere la democrazia. Queste operazioni di attacco sotto falsa bandiera (false flag) (1) asseritamente perpetrate da organizzazioni terroristiche sono in seguito utilizzate per aizzare l’opinione pubblica occidentale contro i Musulmani.

L’obiettivo sottostante è quello di condurre una guerra illegale di conquista nel Medio Oriente sotto l’insegna della “guerra globale al terrorismo”. Secondo i politici occidentali “noi ci stiamo difendendo dai terroristi”. Secondo i nostri governi, i bombardamenti asseritamente diretti contro i terroristi in Siria “non sono un atto di guerra”, sono presentati alla pubblica opinione occidentale come “atto di autodifesa”. “L’Occidente è sotto attratto da parte dei terroristi dell’ISIS”, l’ISIS ha base a Raqqa, nella Siria del Nord, “noi dobbiamo difendere noi stessi” bombardando l’ISIS.

Ci viene detto che non è un atto di guerra, che è invece un atto di legittima ritorsione e di autodifesa. L’unico problema con questa operazione di propaganda è che “I terroristi siamo noi”, i nostri governi e i nostri servizi segreti hanno sempre supportato l’ISIS fin dal suo primo apparire.

Negli occhi dell’opinione pubblica, avere una “giusta causa” per condurre una guerra è di importanza centrale. Una guerra è accettata come giusta se viene combattuta su un terreno di giustificazioni etiche, religiose, morali. I Musulmani vengono denigrati nei paesi occidentali come parte di un progetto imperialista, come mezzo per destabilizzare i paesi Musulmani sul terreno dei diritti umani (p.e. Iraq, Siria, Libia, Nigeria, Yemen).

L’America sta conducendo una santa crociata contro i Musulmani ed i paesi Musulmani. La “guerra al terrorismo” pretende di difendere la Patria Americana e proteggere il “mondo civilizzato”. Viene accolta come una “guerra di religione” o come uno “scontro di civiltà”, laddove nei fatti il principale e vero obiettivo di tale conflitto è quello di assicurarsi il controllo e la proprietà per le multinazionali dei vasti giacimenti di petrolio della regione.

Guardando la storia, la denigrazione del nemico è stata applicata più volte. le Crociate del Medioevo consistevano nella demonizzazione dei Turchi, degli infedeli e degli eretici con l’obiettivo di giustificare una guerra di conquista militare.

La demonizzazione serve obiettivi economici e geopolitici. Allo stesso modo, la campagna contro il “terrorismo islamico” (che è occultamente creato e supportato dall’intelligence statunitense) serve in realtà alla conquista delle ricchezze petrolifere.

I Musulmani sono equiparati in tutto e per tutto a terroristi: l’islamofobia serve a condurre campagne d’odio su scala nazionale in Europa e Nord America.

Si tratta di uno strumento di propaganda di guerra utilizzato per denigrare la storia, le istituzioni, i valori ed il tessuto sociale dei paesi Musulmani, nello stesso tempo prospettando i  principi della “democrazia occidentale” e del “libero mercato” come l’unica alternativa per questi paesi.

____________________________________________

Note:

N.d.t.:  false flag potrebbe rendersi in italiano con il concetto di operatività sotto falsa bandiera. Si intende un artifizio tattico segreto utilizzato nell’ambito di operazioni militari o di spionaggio poste in essere dai governi o dai servizi segreti. Consiste nel fare apparire una determinata azione come posta in essere da altre organizzazioni, parti od entità assertivamente o realmente nemiche. Ciò viene condotto tramite attraverso l’infiltrazione in organizzazioni esistenti realmente contrapposte ovvero attraverso la creazione vera e propria di organizzazioni asseritamente contrapposte, ma in realtà dirette dai governi, dai servizi o dalle entità militari delle vittime o dei loro alleati od allineati. Deriva dall’espressione in lingua inglese false flag, ossia “bandiera falsa”, probabilmente utilizzata in operazioni coperte di tipo navale. L’idea è quella di “firmare” una certo attacco “issando” la bandiera di un altro stato o la sigla di un’altra organizzazione.

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: